L’assaggio collaborativo

La condivisione delle esperienze all’interno dell’azienda è importante.

Abbiamo istituzionalizzato, accanto al gruppo di esperti, un secondo gruppo di assaggiatori, costituito dalla proprietà e da colleghi e collaboratori dei diversi reparti, che partecipa sia al panel del lunedì sia a quello dedicato alle sperimentazioni sui nuovi prodotti.

Si tratta di un metodo meno accademico, che a noi piace molto, perché i nostri clienti non sono “esperti”, per loro cerchiamo dunque risposte attendibili anche da palati  non “tecnici”.

La cosa bella e interessante dei nostri panel è che ciascuno partecipa al processo di creazione e si sente parte della filiera, essendo di volta in volta ricercatore, commerciale, consumatore, comunque libero di esprimere nuove sensazioni e con la voglia di far vedere al gruppo di aver imparato di più ogni giorno che passa. Inizialmente, infatti, i colleghi riferivano sensazioni molto semplici, parlavano del salato, del grasso…. Ora entrano anche nel campo della consistenza del prodotto, del “suono” prodotto durante l’affettamento, dando indicazioni sempre più dettagliate e importanti.

L’altra cosa a cui teniamo è la spontaneità delle risposte: normalmente i nostri assaggi vengono fatti “alla cieca”, in maniera tale che tutti diano una risposta non influenzata dal sapere.

Le risposte non sono quasi mai omogenee: a volte, nel gruppo, le percentuali di preferenza differiscono di poco, ad esempio 54 e 46 per cento, il che, da un lato ci mette in difficoltà nel fare una scelta, dall’altro è indice di un panel di assaggio molto sensibile. Si sono verificati casi in cui abbiamo offerto al mercato due prodotti simili, lasciando al consumatore la scelta definitiva.

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